Canale Nyhavn, il vecchio porto di Copenaghen

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Canale Nyhavn, Copenaghen © Andrea Lessona

Canale Nyhavn, Copenaghen © Andrea Lessona

Colori sgargianti scivolano sul canale Nyhavn, vernice riflessa a dipingere il vecchio porto di Copenaghen. Dal ponte che unisce le due sponde guardo le case antiche tinte di nuovo e le vecchie imbarcazioni riverberarsi nello scuro delle acque.

Almeno sino a quando un battello carico di turisti le sfregia cancellando questo affresco d’insieme. Con lo sguardo ne seguo le scie sino a dove si distendono oltre il naviglio, quasi di fronte all’Opera House.

Poi torno sui miei passi verso l’inizio del canale Nyhavn, e cammino l’acciottolato disteso lungo le sponde: è qui che la città vive di più, di giorno come di notte, nel freddo dell’inverno come nel tepore dell’estate.

Sia i turisti sia gli abitanti di Copenaghen ci vengono per consumare il pranzo, bere una pinta di birra al pomeriggio, gustare una cena nei locali che, uno accanto l’altro, abitano le case del sei-settecento, si rubano l’aria e si contendono i clienti.

Tutti a godere dell’atmosfera unica del canale Nyhavn resa tale da un profondo rinnovamento della zona iniziato nel 1970. Fu in quell’anno che interventi mirati di restauro riportarono l’area allo splendore perduto dopo che nel 1950 ne venne decretata la chiusura come porto commerciale.

Eppure il quartiere in cui Hans Christian Andersen visse per vent’anni, dividendosi tra le abitazioni al 20, 67 e 18 era stata pensata proprio per questo: re Cristiano IV fece scavare il naviglio nel 1671 per collegarlo col centro di Copenaghen e far arrivare le merci nel cuore della città.

Fino al primo decennio dell’Ottocento il canale di Nyhavn fu il fulcro del traffico commerciale via mare della capitale danese. Poi la zona andò declinando, divenendo ricettacolo di umanità indolente e affari poco leciti.

Oggi, invece, è orgoglio cantato dai musicisti di strada e arte da mostrare come la Mindeankeret. L’enorme ancora è là in fondo, dove il naviglio inizia e le acque si fermano contro l’asfalto.

La scultura si alza dal pavé per ricordare i 1700 marinai danesi in servizio sulle navi alleate che persero la vita durante la seconda guerra mondiale. Tributo da conservare sul canale Nyhavn a memoria presente e futura.

Per approfondire:
Wikipedia

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