Torre rotonda di Copenaghen, la Rundetaarn

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Torre rotonda di Copenaghen © Andrea Lessona

Torre rotonda di Copenaghen © Andrea Lessona

Dalla torre rotonda di Copenaghen, guardo la capitale danese a 360 gradi. Attraverso la cancellata in ferro battuto che cinge la piattaforma panoramica, il profilo della città è un lento digradare di tetti vecchi e guglie antiche.

Da quassù, la torre del municipio, le code di drago della Borsa, la Vor Frelsers Kirke sono così vicine che gli occhi non faticano a sfiorarne i contorni preziosi, e a coglierne le sfumature.

Costruita nel centro della città tra il 1637 e il 1642, la torre rotonda di Copenaghen si alza per 34.8 metri sul livello della strada. Fu fatta innalzare da re Cristiano IV come primo complesso edilizio della Trinità.

Secondo il progetto, doveva comprendere le strutture più importanti per gli studiosi seicenteschi: l’osservatorio astronomico, la chiesa degli studenti – la Trinitatis Kirke – e la biblioteca universitaria.

Ingresso della Torre Rotonda di Copenaghen © Andrea Lessona

Ingresso della Torre Rotonda di Copenaghen © Andrea Lessona

Sulla facciata della Rundetaarn, nome danese della torre circolare di Copenaghen, c’è un’iscrizione dorata: “Che il Signore, la corretta Dottrina e la Giustizia penetrino nel cuore del sovrano Cristiano IV, 1642”.

A disegnarla, sembra sia stato lo stesso sovrano, l’uomo che fece realizzare questa struttura con lo scopo di farne l’osservatorio astronomico dell’Università – funzione che mantenne sino al 1861.

Oggi, la torre rotonda di Copenaghen è una delle attrattive più conosciute della capitale danese. Superato l’ingresso, si sale una rampa elicoidale: si snoda per 209 metri e fa 7,5 giri intorno al pilastro centrale, internamente vuoto.

Mentre si procede verso la cima, si può entrare a vedere la biblioteca: distesa su 900 metri ospita per tutto l’anno esposizioni temporanee e diversi eventi culturali. Un tempo, la sala conteneva l’intera collezione universitaria.

Chiusa nel 1861, quando i libri divennero troppi, fu adibita a laboratorio e deposito, e fu riaperta al pubblico nel 1987. Appena sopra, si accede a un’altra parte importante della torre rotonda di Copenaghen: il Ringerloftet, il “sottotetto delle campane”.

Il posto è caratterizzato dalle possenti travi di pino a vista: sono state usate per la ricostruzione dopo l’incendio della città nel 1728. Qui c’è anche un’esposizione di oggetti legati alla storia della Rundetaarn e una rappresentazione della volta celeste con segni zodiacali luminosi.

Fatti gli ultimi passi, si esce sulla piattaforma della torre circolare di Copenaghen. Quassù si trova il cannocchiale astronomico che può essere usato da chiunque voglia per ammirare la volta celeste in inverno e parte dell’estate. È il più antico osservatorio ancora in funzione in Europa.

Camminando intorno al balcone della la Rundetaarn, cinto dalla cancellata in ferro battuto, bastano gli occhi per vedere il profilo della città danese digradare in tetti vecchi e guglie antiche.

Per approfondire:
Wikipedia

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